fotoLe cantine di Pietratorcia sono nate a Forio, sul versante occidentale dell'Isola d'Ischia, grazie all'impegno di giovani appassionati che hanno voluto riprendere  a valorizzare la tradizione di antiche famiglie isolane, iacono, regine e verde. Le vecchie cantine di famiglia sono state ristrutturate ed attrezzate, i 7 ettari di terreno sono stati rimpiantati con vitigni selezionati ed oggi, grazie all'assistenza dei tecnici del prestigioso istituto di San Michele all'Adige, sono pronti vini di pregio in piccole produzioni che vogliono recuperare la grande vocazione enologica che nei secoli i cittadini di Ischia hanno creato strappando il terreno alle pendici dell'Epomeo.

 

 

Risalendo i terrazzamenti, dove la vigne si fa panoramica, è ancora funzionante il Fosso dei  Conigli, tradizionale metodo di allevamento la cui origine si perde nei secoli. Nel Fosso dei Conigli crescono in uno stato di semi libertà avendo la possibilità di scavare le proprie tane. La carne degli animali così cresciuti sono particolarmente prelibati e fanno del piatto isolano per eccellenza, il coniglio alla cacciatora, una pietanza assolutamente straordinaria.

 

pietraLa PietraTorcia è una grande e pesante pietra di tufo verde, con un foro in alto e due laterali, utilizzata per secoli dai contadini di Ischia come peso nella
spremitura delle uve successiva a quella
effettuata con i piedi.
Il fregio scelto come marchio per le cantine di PietraTorcia è il decoro di un cratere dell'VIII secolo avanti Cristo rinvenuto a Ischia nella necropoli della baia di San Montano.
Le Cantine di PIETRATORCIA vogliono
essere un segnale d'inversione di tendenza verso il recupero dell'antica civiltà
contadina dell'isola e del suo territorio.
I vini di PIETRATORCIA sono prodotti con le più avanzate tecnologie enologiche da
antiche famiglie isolane, Iacono, Regine e Verde, che si avvalgono della preziosa
assistenza di tecnici dell'Istituto di
San Michele all'Adige (TN).
PIETRATORCIA

civiltà contadina e
vini di pregio dell'isola d'ischia

 

Le cantina e le vigne sono aperte al pubblico e, da aprile e ottobre, è possibile visitarle degustando i vini ed assaggiando piccole prelibatezze ispirate alla cucina contadina ischitana e mediterranea. Assolutamente indimenticabile è il pane e pomodoro: il pane è quello lievitato con il criscito e cotto nel forno a legna; i pomodori sono quelli piccoli e tondi di Ischia che, grazie al terreno vulcanico e al sole generoso  dell'isola, sono saporiti e dolcissimi; il basilico profumato è l'olio rigorosamente profumato e l'olio rigorosamente extravergine fanno il resto. E poi piccole fritture di pastella e di erbe profumate, formaggi e salumi riscoperti in piccoli centri dell'appennino campano e mille altri assaggi. Le degustazioni avvengono di fronte alla cantina dei legni, sotto un pergolato di viti e su tavoli di pietra vulcanica. 

Attorno al 700 a.C. gli Eubei sbarcano a Ischia e trasformano l'isola nel primo insediamento della Magna Grecia.  Vi portano usi e costumi dell'evoluta civiltà ellenica, tra i quali la coltivazione della vite, segnandone per sempre l'alta vocazione. Le cantine PIETRATORCIA si propongono di rilanciare l'immagine dei vini d'Ischia realizzando grandi vini di prestigio in piccole produzioni. Per realizzare questo ambizioso progettto è stato realizzato il reimpianto dei nuovi vigneti su sei ettari di terreno e l'allestimento di cantine tecnologicamente all'avanguardia.


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